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Enti del terzo settore: il rendiconto per cassa in forma aggregata.

Il Ministero del lavoro, con la circolare n. 6 del 17/4/2026, ha offerto alcuni chiarimenti in materia di rendiconto per cassa super semplificato che gli enti del terzo settore possono eventualmente adottare quando hanno entrate annue complessivamente non superiori a 60.000 euro, a condizione che non si tratti di imprese sociali o di enti che esercitano la propria attività esclusivamente o principalmente in forma di impresa commerciale. Il modello è stato introdotto con il decreto del 18 febbraio 2026 e al tema abbiamo dedicato Arsea Comunica n. 21 del 23/03/2026.

Si tratta di un rendiconto in forma aggregata in quanto espone i dati contabili che sono riportati a livello macroaggregato di sezione senza l’ulteriore declinazione nelle singole voci che compongono quest’ultima, mantenendo inalterata la corrispondenza con ciascuna delle sezioni in cui si struttura il rendiconto per cassa ordinario.

Il nuovo modello potrà essere utilizzato a partire dal bilancio relativo all’esercizio in corso alla data di pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale ossia per gli ETS che hanno l’esercizio finanziario coincidente con l’anno solare, il modello sarà utilizzabile a partire dal rendiconto dell’esercizio che si chiuderà al 31/12/2026; per gli ETS, il cui esercizio finanziario sia iniziato ad esempio il 1° settembre 2025, detto modello sarà già utilizzabile con riguardo all’esercizio che andrà a chiudersi il 30 agosto del corrente anno.

Un caso particolare concerne gli enti dotati di personalità giuridica ed entrate annue inferiori ai 60mila euro, per i quali alla data del 21 marzo 2026 sia già chiuso l’esercizio finanziario (come nel caso di esercizio, coincidente con l’anno solare, chiusosi il 31/12/2025). In questo caso è possibile adottare il rendiconto per cassa integrale sancita nel modello “D”, dovendosi escludere che il possesso della personalità giuridica, associato all’utilizzabilità del rendiconto per cassa in forma aggregata solo successivamente all’adozione del decreto attuativo citato in oggetto, generi in capo agli enti in parola l’obbligo di dover redigere il bilancio economico-patrimoniale.

Arsea comunica n. 31 del 18/4/2026

 

Francesca Colecchia

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